
La Madonna del Parto sarà trasferita nell’ex Monastero delle Benedettine all’interno di quella che oggi è una chiesa e domani sarà un oratorio intitolato alle gestanti della comunità di Monterchi, dove la Curia Vescovile potrà svolgere, al di là del culto privato, tre funzioni religiose l’anno. Il via libera all’approvazione della transazione tra pubblica amministrazione e Curia, in guerra da più di quindici anni, e al successivo progetto di trasferimento dell’opera l’ha dato il consiglio comunale di Monterchi lunedì notte con otto voti contro quattro, ovvero i consiglieri di maggioranza contro quelli di minoranza.
«La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro – si legge in una nota – esprime la sua soddisfazione per l’approvazione da parte del consiglio comunale di Monterchi dell’accordo definitivo sulla collocazione del dipinto “La Madonna del Parto” di Piero della Francesca. L’accordo è stato definito dalla diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e dal Comune di Monterchi e prevede la collocazione dell’opera nella chiesa di San Benedetto a Monterchi, la cui proprietà passerà all’amministrazione comunale. Il documento offre una soluzione dignitosa alla controversia insorta da tempo, assecondando le aspettative di entrambe le parti: il Comune di Monterchi gestirà l’affresco pierfrancescano dal punto di vista artistico-culturale e della fruizione museale; la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro vedrà garantita la possibilità di venerazione pubblica e privata dell’immagine da parte dei fedeli».
Una benedizione in piena regola che non va giù al Comitato “La Madonna dei Monterchiesi” che, tra le altre cose, si è lamentato della scarsa pubblicità fatta in merito al consiglio comunale notturno: «Con grande leggerezza – ha ribadito Lina Guadagni, portavoce del Comitato – e in barba alla diffida da noi presentata venerdì scorso i consiglieri di maggioranza hanno proceduto all’approvazione dell’accordo, a poche settimane dalle elezioni».
«Mettere l’opera – continua la portavoce – in un edificio di cui ancora non è chiara la destinazione e che al novanta per cento andrà nelle mani di un privato mi pare una grandissima imprudenza, mortificando il capolavoro e in barba ai monterchiesi che per più di due secoli si sono occupati del dipinto. Dipinto del quale la Chiesa si è accorta solamente nel ’92 ».
Il Comitato, comunque, non si arrende e porterà avanti ulteriori iniziative per sensibilizzare il mondo della cultura internazionale sulla situazione della Madonna del Parto, a partire da Sgarbi e Martone.
«Sono soddisfatto – ha dichiarato il sindaco di Monterchi, Massimo Boncompagni – perché credo di aver risolto una questione che durava da troppo tempo raggiungendo più obiettivi, da una parte la riapertura al culto come chiedeva la Curia, dall’altra l’esclusiva competenza dell’amministrazione sull’opera e il suo sfruttamento. Anche il Comitato dovrebbe essere contento».
Il resto è nelle mani del ministro Bondi, perché solo lui può permettere alla Madonna di spostarsi...


