
Meno 19 per cento di fatturato, meno 20 nel settore manifatturiero, nelle province di Arezzo e Siena dall’inizio dell’anno. Numeri che certificano la crisi che sta consumando il tessuto socioeconomico di quella che è superficialmente definita la Toscana del Sud.
Questi sono solamente alcuni dei dati snocciolati ieri alla Camera di Commercio di Arezzo durante la giornata formativa dedicata al personale degli enti locali “Il credito a portata di famiglie e imprese”, organizzata dal locale Prefetto Salvatore Montanaro e promossa dallo Speciale Osservatorio per segnalare criticità nell’accesso al credito, istituito presso la Prefettura di Firenze.
La tavola rotonda, coordinata dal direttore Paolo Ermini, alla quale hanno partecipato prefetti, sindaci, rappresentanti sindacali, della Banca d’Italia, delle camere di commercio e presidenti delle due province toscane, ha evidenziato le criticità del territorio e la difficoltà di imprese e famiglie ad accedere al credito, con una differenza: se a Siena Mps fa la sua parte, ad Arezzo i sindacati lamentano la latitanza degli istituti bancari locali.
A Siena il credito verso le famiglie, al 30 giugno di quest’anno, è passato dal 4,9% al 3,6%, quello verso le imprese dal 14,3 al 6,9 per cento, in Toscana è sceso addirittura al 2,4 e in Italia all’1,4%.
Gli enti locali hanno messo in atto, insieme con le associazioni di categoria e i sindacati, sportelli e task force anticrisi, spesso frenati in questa loro azione dal patto di stabilità. Intanto cresce la preoccupazione per le famiglie direttamente proporzionale a quella della cassa integrazione, il cui anticipo, 600 euro il mese in provincia di Arezzo, non risolve certo il problema.
Un po’ di ottimismo arriva dal fatto che qui la crisi ha colpito meno forte che altrove, ma la futura disoccupazione potrebbe creare disgregazione sociale, soprattutto se gli ammortizzatori non saranno rinnovati, con molte famiglie a rischio povertà.
Difficile trovare soluzioni in mezzo alla tempesta e se il PIL cresce dello 0,5% annuo ci vorrà più tempo del previsto per tornare ai livelli di prima. Finita la crisi si riparte e nel frattempo Arezzo e Siena si difendono grazie alla rete creata dalle istituzioni.






