
Alcune domeniche fa ero in bici con mia moglie e le mie bambine, siamo arrivati a una bottega fuori città che vende panini con un prosciutto squisito. Mi sono messo in fila per acquistarne due etti e poi alla cassa per pagare, mentre stavo uscendo hanno cercato il proprietario di una macchina che ostruiva il passaggio, di una strada di per sé stretta e affollata. Una Mercedes nera sportiva. È uscito un signore che avrà avuto circa sessant’anni, pelato ma abbastanza in forma. Un ragazzo fermo in macchina gli ha detto, con tono simpatico: «Io avrei parcheggiato più in mezzo alla strada». La Mercedes, infatti, impediva lo scambio delle auto in una strettoia davanti alla bottega, insomma, era stata parcheggiata da schifo, tipico, anche se rischio di cadere in un luogo comune, di chi ha il ‘macchinone’ e pretende che il mondo debba stare in coda a guardarlo. Per tutta risposta il proprietario della Mercedes ha tirato fuori tutto l’antipatico che aveva dentro con frasi del tipo: «Stai calmo…», «Con quella macchina…», «Sai quanto latte devi ancora bere…». Ora, la maleducazione italica è tipica e riconoscibile: quando uno è nel torto marcio aggredisce e spera di convincere chi attonito assiste alla triste scena che lui ha ragione, che in fondo non ha fatto niente di male e che nessuno può dirgli niente, tanto meno di spostare la macchina parcheggiata con il deretano.
Peccato per il signore, si fa per dire, che la maggior parte degli avventori fossero giovani, allibiti dal suo comportamento, dalle sue frasi e dal quel tono della serie “Marchese del Grillo de noantri”, avete presente quando Alberto Sordi nel film dice la frase: «Perché io so io e voi nun siete un cazzo!», preciso.
Io non ho potuto resistere a sibilare la mia indignazione, condividendola con gli altri giovani avventori, per i modi sgarbati e maleducati di uno che molto probabilmente, aridaje coi luoghi comuni, si riempie la bocca di quanto siano maleducati e strafottenti i giovani per poi comportarsi nel peggiore dei modi solo perché lui c’ha la macchina grossa e la deve far vedere, in barba all’educazione e alla civiltà di chi sa stare in mezzo agli altri, condividendo e non invadendo gli spazi comuni. Questo episodio mi ha molto infastidito, anche perché non è la prima volta che una persona di una certa età si comporta in modo maleducato e strafottente in mezzo ai giovani, ribaltando il luogo comune di cui spesso, ci potrei scommettere, si riempie la bocca «Ah, questi giovani…», che potremmo sostituire con «Ah, questi vecchi…».
Alla fine, anche se visibilmente irritato sono risalito in bicicletta con la mia famiglia, ma prima di andarmene ho notato che nella Mercedes nera c’era anche una donna, che per tutto il tempo se n’è stata seduta e in silenzio, forse si vergognava del suo compagno, dalle mani, l’unica cosa visibile, si evinceva che era più giovane del “pelato maleducato”, forse l’amante, forse è per questo che come un animale nel branco il maleducato ha fatto la voce grossa, temendo di perdere la sua veste da macho agli occhi della propria donna, ai miei occhi tutto umanamente molto triste e vecchio. Sicuramente ho ‘calpestato’ un po’ di luoghi comuni, ma un diario in rete, un blog, credo serva per raccontare e condividere anche fatti accaduti che colpiscono più di altri: la prepotenza e la maleducazione sono due cose che non riesco proprio a digerire, soprattutto se chi le perpetra fa pesare l’età, in questo caso anche i soldi, aggiungendo volgarità, come spartiacque d’impunità per i propri comportamenti incivili. È vero i giovani non ne sono immuni, ma se questi sono gli esempi…

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